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L'area umida dei Mareschi e l'ambiente montano

immagine ingrandita L'area dei Mareschi (apre in nuova finestra) L'area umida dei Mareschi è posta tra la zona degli impianti sportivi e la località Vignassa.
Anticamente parte dell'area era bonificata e coltivata, ma oggi si trovano formazioni boschive ad ontano nero, comprese tra gli habitat di interesse comunitario.
Nella zona umida vivono alcune specie di anfibi, tra cui il tritone comune, quello crestato, la rana temporaria e la rana verde.
I tritoni hanno dimensioni modeste, testa piccola, muso arrotondato, quattro piccole zampe e una lunga coda. Il colore varia a seconda dell'ambiente in cui vivono, delle stagioni, della specie e del sesso.
In genere al tramonto o di notte si muovono alla ricerca del cibo costituito da invertebrati, non disdegnano tuttavia anche altri anfibi e non è raro che mutilino altri individui della stessa specie della coda o di una zampa. Gli accoppiamenti avvengono in primavera, periodo questo in cui i sessi differiscono moltissimo, in particolare i maschi sviluppano una vistosa livrea nuziale nonché la cresta dorsale, meno evidente nelle femmine.
La rana temporaria o rana rossa di montagna è la maggiore fra le quattro rane rosse italiane. Il muso è leggermente arrotondato, gli arti anteriori corti e massicci.
Utili per il riconoscimento sono la macchia temporale scura, ubicata dietro agli occhi e la barratura degli arti posteriori tipiche delle rane rosse, e non la colorazione del dorso che può variare da esemplare a esemplare e anche nello stesso individuo a seconda dello stato fisiologico: in genere varia dal giallo al grigio al bruno con una disposizione di macchie scure abbastanza variabile. Di giorno si nascondono tra la vegetazione mentre di notte e nei giorni piovosi abbandonano il nascondiglio per andare a caccia di insetti.
La riproduzione avviene in primavera, le uova in condizioni favorevoli, schiudono entro pochi giorni ed iniziano così la metamorfosi: processo attraverso il quale dalle uova si sviluppa un girino dotato di branchie e coda che per gradi si trasforma nell'adulto che può respirare sia attraverso la cute sia attraverso l'uso dei polmoni. Quando giunge l'autunno si rintanano nel fango e rimangono in letargo fino al marzo successivo.
immagine ingrandita L'area dei Mareschi (apre in nuova finestra) L'ambiente umido favorisce la presenza di una grande quantità di insetti acquatici per esempio: il ditisco, lo scorpione d'acqua, il gerride, la notonetta.
Durante l'estate colpisce la presenza nei prati di moltissime cavallette e farfalle, mentre in prossimità delle zone umide volano le libellule.
La zona, tranquilla e boscosa, offre rifugio a una gran quantità di animali selvatici, tra i quali i più comuni sono: l'arvicola, il ghiro, lo scoiattolo rosso, il toporagno, la talpa, la lepre, il tasso, la faina, la volpe, il riccio, il cinghiale e il capriolo. Nell'area montana sono inoltre presenti camosci e cervi e fra i serpenti: il saettone, la biscia d'acqua, il biacco e la vipera comune.
Anche gli uccelli sono numerosi: tra queste specie ricordiamo il picchio verde, il picchio rosso maggiore, le cince, corvidi come la ghiandaia, la cornacchia nera e rapaci come la poiana. Inoltre è usuale osservare l'airone. Tra i migratori: il falco pecchiaiolo, la beccaccia, l'upupa e la rondine.
La flora della zona è ricca e variegata, in particolare è possibile trovare specie caratteristiche di ambienti umidi in quanto nei periodi piovosi il territorio rimane allagato: l'equiseto, la felce maschio, la canna, la tifa, la lenticchia d'acqua, la balsamina gialla e glandulifera, l'ulmaria e il giunco dei boschi, utilizzato in passato come lettiera per gli animali e per impagliare le sedie.
Nel sottobosco potremmo osservare fra le altre: il pallon di maggio, la dulcamara, la farferugine.
In alcune zone si notano il ribes selvatico e la rosa canina, quest'ultima può raggiungere alcuni metri di altezza e deve il nome all'antico uso che se ne faceva della radice: curare la rabbia.
Nel paesaggio arboreo oltre ai pioppi osserviamo il gelso e l'ontano nero. Quest'ultimo, come il pioppo, si adatta bene a vivere in substrati ricchi d'acqua.
I suoi frutti, portati in piccoli grappoli, sono simili a piccole pigne legnose, allungate e ovoidali, persistono a lungo appesi alla pianta dopo la liberazione dei semi rendendo queste piante facilmente distinguibili.
In passato il legno dell'ontano veniva usato per fare giocattoli e produrre pali da piantare in acqua.
Il versante montano che sovrasta Sant'Antonino è quasi interamente coperto di boschi. La parte bassa è caratterizzata da vasti castegneti da frutto oggi non più curati. Al di sopra della fascia dei castagni vegetano faggio e tiglio che poi nella zona del Colle Bione lasciano il posto al larice con sottobosco di rododendro.
Nelle Borgate di montagna abbandonate si potranno osservare piante pioniere come il pioppo tremulo e le betulle.

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