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Itinerario due - Le borgate dei castagneti

Passeggiata che tocca le borgate adagiate sulle alture al piede della montagna.
Il dislivello è modesto, ma il percorso comprende tratti su sentieri e mulattiere per cui è conveniente calzare pedule o scarponcini leggeri. Come per l'escursione precedente il punto di partenza si colloca agli impianti sportivi del Codrei.
Dal parcheggio degli impianti sportivi seguire il percorso ginnico-sportivo realizzato e curato, dalla squadra antincendi boschivi di Sant'Antonino.
Dopo un breve giro nell'area dei Mareschi il percorso ginnico si porta ai piedi della montagna e arriva alla borgata Roncetto. Dopo la cascina comincia una salita breve, ma rapida, che porta alla borgata Pianpalmero.
Proseguire ancora verso l'alto fino a quando si incrocia la mulattiera 505 e imboccarla in salita. Seguire la mulattiera che incrocia più volte la strada carrozzabile fino a che, a monte della borgata Proderia, viene a sovrapporsi a quest'ultima.
In prossimità di un tornante (località Coloumbata) si trova l'indicazione per la borgata Cresto.
Ora si scende su un sentiero piuttosto ripido che attraversa a guado il Rio Trona e poi prosegue quasi pianeggiante seguendo il tracciato di un antico canale.
L'attraversamento del Rio è particolare: muschio e felci ovunque, aria fresca, cascatelle, ontani bianchi che prendono il posto a faggi e castani.
Si scende ancora fino a toccare le case Rossero affacciate sui prati pianeggianti del piano dei Monaci e in breve si arriva sulla strada consortile che porta dal Cresto alla Mura e al Folatone.
A questo punto conviene risalire la strada fino alle case Cattero, lasciare la strada e imboccare la mulattiera selciata che sale verso Arpiat. Dopo un centinaio di metri sulla destra del sentiero si nota un masso piuttosto sporgente: Pera Giochin o "La pera de Faie".
Sulla parte superiore del masso sono incise decine di piccole coppelle che la tradizione popolare fa risalire ai balli effettuati dalle "masche" durante i sabba notturni.
Piroettando sui tacchi avrebbero scavato nella roccia i misteriosi incavi.
Tornati sull'asfalto presso le case Cattero scendere per la deviazione di destra della strada, quella che porta a Vaie.
Dopo alcuni tornanti tenere la sinistra e attraversare una specie di sella che delimita dal lato nord l'altura della "Meizantera" o "Truc de Vigne". Una bacheca fornisce qualche notizia sul "Termau", una stele di pietra che indica il confine tra il territorio di Sant'Antonino e quello di Vaie.
Proseguendo si arriva alla borgata Cresto con le case e la graziosa cappella disposte ai lati di una viuzza centrale.
Al Cresto si può approfittare del ristorante bar "Il sentiero dei Franchi" per una sosta, l'area è attrezzata anche per la sosta dei Camper. Nella bella stagione il locale fornisce anche caffè, bevande e gelati all'aperto, nel Parco "Ilse Schölzel Manfrino" con tavoli rustici ombreggiati dai castagni.
La discesa può avvenire verso la Maisonetta, percorrendo la carrozzabile oppure la mulattiera selciata. Una alternativa interessante è fornita dalla "Stra da galera" una mulattiera che scende al Molino di Cantarana con stretti e ripidi tornanti che si insinuano tra le imponenti pareti di roccia delle "Roche d'Cantaran-a."
Dal molino di Cantarana si può raggiungere direttamente la stazione oppure attraverso il passaggio della "sciasoira" tornare alla Maisonetta e quindi agli impianti sportivi dove si è lasciata l'auto.
Quest'ultimo percorso permette di ammirare la "Faurnasa" un'altra fornace per cuocere la calce oggi inglobata in una casa privata all'inizio della salita della Maisonetta.





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