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Itinerario tre: Il Colle Bione

Escursione per buoni camminatori soprattutto se si parte dalla stazione ferrovia con le proprie gambe. In alternativa si può raggiungere il Cresto in auto risparmiando 150 metri di dislivello.
Dalla stazione attraverso le vie del paese raggiungere la piazza della chiesa e imboccare via Maisonetta che punta direttamente verso la montagna. Raggiunto il piazzale dove si incrocia via Cresto proseguire un poco in salita e svoltare a destra per attraversare il ponte sul rio Trona.
Poche decine di metri dopo il ponte, a sinistra, inizia la mulattiera 505 selciata e ben evidente che sale in direzione del Pian del Rocco e del Colle Bione.
Partendo dal Cresto, dal piazzale dove si trova il vecchio castagno seguire per due tornanti la strada asfaltata e poi seguire le indicazioni e i segnavia che mandano al Pian del Rocco e al Colle Bione.
Alla "Coloumbata" (vedi itinerario 2) i due percorsi, quello proveniente dal Cresto e quello proveniente dalla stazione, si incontrano e proseguono sullo stesso tracciato verso il Pian del Roc.
Superata la piccola borgata si raggiunge dopo una ventina di minuti il Castello Billia.
Non si tratta di un castello mediovale, ma di una villa provvista di torre e merli costruita a fine Ottocento su uno sperone con uno splendido panorama.
Il sentiero prosegue verso l'alto fino a incrociare ancora la strada sterrata che termina presso la presa d'Billia. A monte di queste ultime baite i faggi lasciano posto ai larici e a un ricco sottobosco di lamponi, ontani e rododendri. Qui non è raro imbattersi nelle impronte dei cervi, udire lo "scrocchio" del capriolo, osservare gli scavi dei cinghiali, ascoltare i vocalizzi del picchio nero.
Una ultima salita porta alla radura dove sorge la cappelletta del Colle Bione: siamo allo spartiacque tra la valle di Susa e la Val Sangone.
Ora seguiamo l'ampio sentiero che percorre la cresta in direzione est.
Betulle e larici si alternano ad ampie radure dove a seconda delle stagioni fioriscono le viole di montagna, le genzianelle, i rododendri, l'arnica.
La cresta ondulata regala panorami molto vasti sulla Val Sangone, sulla Piana torinese, sui monti del Parco Orsiera-Rocciavrè e della valle di Susa, dal Musinè a Rocca Sella, Lunella, Rocciamelone, denti d'Ambin, Niblè.
A Rocca Corba la cresta si abbassa bruscamente, si scende ai Tre Roc e da qui sul versante che sovrasta il Comune di Vaie.
Dopo una breve discesa sul tracciato dal Sentiero dei Franchi si arriva al "Piano dei Bersaglieri" che deve il nome a una iscrizione su una roccia eseguita con punta e mazzetta durante un campo del popolare corpo militare.
Non lontano da qui sgorga la fonte del Trucco che fino a non molti anni orsono forniva la materia prima per l'acqua minerale San Michele.
Scendendo ancora si incontra la borgata Mura di Vaie da dove si segue per un buon tratto la strada carrozzabile.
Quando si incontra la strada asfaltata voltare a sinistra e dopo un centinaio di metri scendere a destra sul sentiero che scende a Presa Pic.
Un ultimo sguardo alla valle poi si entra nella faggeta. Dopo la Presa si incontra una sbarra e poi subito a destra si imbocca la bella mulattiera selciata che scende a "Pera Brun-a". A valle i tornanti dalla strada asfaltata hanno cancellato la mulattiera che ritroviamo soltanto ad Arpiant.
Dopo esser passati accanto a "Pera Giochin" (vedi itinerario 2) si toccano le case Cattero e quindi si arriva al Cresto.
Chi deve tornare alla stazione può seguire l'indicazione per Sant'Antonino oppure provare la "Stra da galera" come suggerito dall'itinerario "Le borgate dei castagneti".





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